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Famiglia DiMeo
Informazioni storiche
Fondazione

c. 1940

Fondatore

Alfano

Anni attivi

c. 1940-presente

Membri

40-50 "uomini fatti", 100+ associati

Territorio

North Jersey, spec. Newark e Elizabeth, nel New Jersey; Miami e Boca Raton in Florida

Attività criminali

Racket, usura, gioco d'azzardo illegale, traffico di stupefacenti, estorsione, riciclaggio di denaro, omicidio, ricettazione, prostituzione, frode, sindacati, rapina, traffico di armi, pornografia, appalti edili, furto, contrabbando, omicidio su commissione, scommesse sportive, smaltimento dei rifiuti, e dirottamento

Alleati

Cinque famiglie, Clan Vittorio-Zucca e la Mafia russa

Rivali

Famiglia di Philadelphia, equipaggi dei narcos colombiani, Vipers Motorcycle Club e varie bande di strada, e talvolta i loro alleati



La famiglia DiMeo è un'organizzazione criminale mafiosa operante in tutto il New Jersey, ma soprattutto in quello settentrionale, poiché il meridionale è ancora conteso con la rivale famiglia di Filadelfia. Nonostante i componenti, è tra le meno potenti organizzazioni di tutti gli Stati Uniti.

StoriaModifica

FormazioneModifica

La famiglia fu fondata negli anni '40, a Newark, da un boss chiamato Alfano, spalleggiato a Ercole DiMeo. L'organizzazione strinse sin da subito legami con le Cinque famiglie di New York, in particolare la famiglia Lupertazzi, a cui permise di fare qualche affare nel New Jersey.

Negli anni '60 spiccarono i capitani della famiglia che la portarono allo splendore, ossia Corrado e John Soprano e Michele La Manna.

Crisi dell'83Modifica

Nel periodo compreso tra il 1983 ed il 1984, molti membri della famiglia, incluso il boss Ercole, Feech La Manna e altri, persino esponenti delle Cinque famiglie di New York, furono arrestati e condannati a 20 anni o processati.

Pussy Bonpensiero, associato di John Soprano, venne fatto uomo d'onore nello stesso anno, divenendo soldato. Questi, su richiesta del morente John, funse da mentore per Tony Soprano, facendolo divenire uomo d'onore con l'omicidio di un'allibratore indipendente afro-americano.

Ascesa di Tony SopranoModifica

Quando John soprano morì di enfisema polmonare nel 1986, espresse come ultimo desiderio che il figlio fosse promosso a capo del suo regime. Questo fu anche agevolato dal fatto che tempo prima, Tony aveva rapinato con Jackie Aprile una bisca di Feech La Manna. In realtà, il titolo sarebbe spettato al ben più lungimirante e astuto cugino di Tony, Tony Blundetto, che tuttavia era stato arrestato nel 1984, durante un colpo che sarebbe spettato a Tony. Tuttavia, anche Tony si dimostrò un capo lucrativo, avendo dopo il collega capitano Jackie Aprile il reddito più alto dell'intera organizzazione.

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Giacomo "Handsome Jackie" Aprile Sr.

Confusione e prosperità sotto AprileModifica

Dal 1984, Ercole DiMeo aveva continuato a comandare la famiglia sotto processo tramite il capo Jackie Aprile, ma con la sua definitiva condanna all'ergastolo nel 1995, da scontare nella lontana Springfield, Jackie prese il comando definitivo sulla famiglia ed il titolo di viceboss, in uno status a metà tra il boss ufficiale e reggente, o come dice lui "anche se detengo il potere, sono onorato di rappresentare la famiglia per conto del vecchio".

Aprile si dimostrò un boss comprensivo ed abile, apprezzato da tutti, che tutta via si ammalò di cancro nel 1998, morendo nel 1999 con grande dispiacere nel sottobosco criminale.

La diarchia dei Soprano (stagioni 1, 2, 3, 4)Modifica

Nel 1999, con la morte di Jackie, Tony candidò lo zio Corrado "Junior" Soprano come boss reggente della famiglia, con affermazioni da tutti. In realtà, Junior ed i suoi vertici fungevano solo da parafulmine, poiché tutti i boss di New York, Ercole DiMeo, i capi della famiglia e i loro soldati consideravano Tony come l'erede di Jackie Aprile.

Images

Corrado "Junior" Soprano

Questo portò ben presto ad una situazione di instabilità, e quando Junior venne informato da Livia Soprano del fatto che i capitani rendevano ancora conto a Tony e che questi andava da una psicologa, ordì l'eliminazione del nipote, fallendo miseramente. Tony, conscio dell'attentato dello zio, fece eliminare i suo fedelissimi, anche dopo il suo arresto nel 1999 per violazione del RICO: Chucky Signore, Michael Palmice e Philip Parisi.

Nel 2000, si sviluppò tuttavia una forma di diarchia, in cui Tony era il boss reggente, mentre Junior veniva interpellato solo nei momenti di difficoltà, indecisione o tensione, essendo stato anche degradato a capitano.

Nel 2004, Junior si ritrovò diagnosticata la demenza senile, e quindi perse ogni precedente potere, rendendo Tony il boss effettivo e lasciando il suo titolo di capo a Bobby Baccalieri.

Classe 2004 e declino (stagione 5)Modifica

Già nel 2001, John Sacrimoni, viceboss della famiglia Lupertazzi, aveva avvicinato Paulie Gualtieri, capo e fedelissimo di Tony, ma momentaneamente insoddisfatto, affinché gli passasse informazioni, cosa che fece. In quel momento, anche Ralph Cifaretto era diventato un'informatore dei Lupertazzi. Questo era un piano studiato da Carmine Lupertazzi, che voleva raccogliere informazioni sui DiMeo per poi indebolirli, distruggere la loro famiglia e rilevarne gli affari.

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Anthony "Tony" Soprano Sr.

Nel 2004, con la morte di Carmine e l'uscita dal carcere di molti membri dei DiMeo e dei Lupertazzi, si scatenò un breve conflitto per la leadership su questi ultimi, tra Sacrimoni e Little Carmine Lupertazzi.

Il conflitto coinvolse anche Tony Blundetto, cugino di Tony, che uccise il fratello di Phil Leotardo, Billy, dopo che questi uccide il suo amico e consigliere dei Lupertazzi Angelo Garepe. Con la morte di Garepe, la fazione di Carmine si arrende, lasciando a Sacrimoni il titolo di boss. Tuttavia, Leotardo, che era divenuto viceboss, richiese l'eliminazione, dopo una lunga tortura, di Blundetto. Tony, per non far soffrire il cugino, si fece dire da questi dove si nascondeva e lo uccise con un colpo alla testa, scatenando le ire di Leotardo, che fu però ammansito da acrimoni.

Durante una discussione tra Tony e Sacrimoni, tuttavia, questi fu arrestato dai federali, a causa del suo neo-consigliere Jimmy Petrille che era un'informatore, mentre Tony si dileguò nei boschi, buttando la sua pistola nella neve, all'insaputa sotto gli occhi di un ragazzo adolescente che lo osservava da una finestra.

Stato comatoso ed inizio della caduta (6 Stagione - 1 parte)Modifica

Una sera, mentre Tony si occupava di Junior, questi, sempre più confuso dalla demenza senile, gli sparò nello stomaco credendolo il suo vecchio rivale Gennaro Malanga. Tony finì così in coma e venne sostituito momentaneamente da Silvio Dante, che oltre che affrontare le problematiche economiche della famiglia, come Paulie che non vuoleva pagare il prezzo dovuto per un colpo, dovette affrontare quelle di leadership, in quanto Vito Spatafore avrebbe voluto sostituire Silvio ed impossessarsi della famiglia.

Tony riprese conoscenza però dopo una settimana, mandando in fumo le aspirazioni di Vito e di Silvio, che spronato dalla moglie, avrebbe voluto mantenere il titolo di boss reggente. Tony dovette affrontare nuove problematiche: l'ascesa di Phil Leotardo come boss dei Lupertazzi ed il suo rancore verso i Soprano, l'omosessualità di Vito, la continua negligenza ed irrispettosità di Christopher Moltisanti e i problemi familiari. Phil, cugino della moglie di Vito, uccise Vito dopo che questi, fuggito nel New Hampshire dove si era rifatto una vita, era tornato nel New Jersey, benché degradato a semplice associato.

Phil stesso venne poi colpito da un'infarto, e venne visitato dallo stesso Tony, che gli confessò la terribile esperienza comatosa e gli fece gli auguri, rappacificandosi con lui. Tuttavia, il nipote/cugino acquisito Christopher continuava ad isolarsi dai colleghi, a raccontare fatti legati ad omicidi di mafia ad alcuni amici ed a creare un film mafia-horror di dubbio successo che rappresentava una sorta di ritorsione verso di Tony, che fece eliminare la sua fidanzata perché informatrice dello FBI. Inoltre, Chris aveva ripreso ad abusare di droga, nonostante si fosse disintossicato diversi anni prima.

Guerra del 2007 e caduta definitiva (6 Stagione - 2 parte)Modifica

Nel 2007, Tony era ormai alla disfatta completa: aveva il vizio del gioco e non aveva praticamente più un soldo, all'oscuro della moglie Carmela; stava subendo i problemi interni ai Lupertazzi, causati dalla decisione di ritiro di Phil Leotardo ed era diventato paranoico, non fidandosi più dei suoi sottoposti, persino il migliore amico Silvio. Christopher ebbe un'incidente d'auto con Tony, che ne approfitò per ucciderlo quando questi gli disse che era drogato. Phil Leotardo, dopo un'offesa, si riappropriò della famiglia, anche grazie alla morte di cancro di John Sacrimoni, e decise di eliminare i vertici dei Soprano: Bobby Baccalieri fu ucciso, Silvio Dante finì in coma mentre Tony sopravvisse per fortuna. Questi, fuggito con alcuni membri a lui fedeli della famiglia in una casa sicura, venne informato che alcuni suoi uomini avevano cambiato bandiera, passando sotto i Lupertazzi. Tony riesce però ad organizzare un'incontro con i capi dei Lupertazzi e con George Paglieri, con cui accorda l'eliminazione di Phil, che viene ucciso da un benzinaio. La famiglia esce, alla fine della serie, notevolmente indebolita e con un futuro incerto.

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Struttura di potere e membri della famiglia DiMeo.

Leadership Storica (conosciuta)Modifica

Boss (ufficiale e reggente)Modifica

Boss di stradaModifica

Viceboss (ufficiale e reggente)Modifica

Consigliere (ufficiale e reggente)Modifica

Capitani conosciutiModifica

Equipaggio Soprano-GualtieriModifica

Equipaggio Soprano-BaccalieriModifica

Equipaggio BareseModifica

Equipaggio CurtoModifica

Equipaggio AprileModifica

Equipaggio Altieri-GervasiModifica

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